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Amicizia oggi: amici veri o solo messaggi della “buona domenica”?

C’è una parola che usiamo con facilità, quasi fosse scontata: amicizia.

La diciamo al plurale, la scriviamo nei social, la mettiamo sotto le foto su WhatsApp.

Eppure, più passa il tempo, più mi chiedo se oggi esistano ancora gli amici veri o se, alla fine, siamo circondati esclusivamente da conoscenti.

Persone con cui ci si incrocia, si ride, si scambiano due frasi… ma che restano sempre un passo indietro a noi quando la vita smette di essere leggera.


Perché è facile esserci quando va tutto bene.

È facile quando sei brillante, quando hai energia, quando hai qualcosa di bello da raccontare, quando sei sulla cresta dell'onda.

È facile quando la relazione non chiede troppo: un caffè ogni tanto, una chiacchiera veloce, un commento sotto una foto.

È facile anche mandare un messaggio, di quelli che non chiedono niente e non rischiano niente: “Buona domenica”...

Già un po' più difficile mandare: "Buon compleanno" perchè bisogna ricordarsi quando è....


Due parole e via, come una spunta sulla lista delle buone maniere.

Ma l’amicizia è davvero questo?

Un saluto di rito, un gesto veloce, un “ci sono” che in realtà non costa nulla?


A volte mi sembra che ci stiamo abituando a rapporti comodi.

Relazioni che funzionano finché non chiedono tempo, ascolto, presenza.

Fino a quando non c’è da sporcarsi le mani con la vita dell’altro.

E non lo dico con rancore, ma come dato di fatto.

Forse è anche la stanchezza, la corsa continua, i pensieri che ci riempiono la testa.

Però il risultato è lo stesso: ci si sente “in contatto” con tanti, ma davvero vicini a pochi.

Poi arriva il momento in cui hai un problema.

Non per forza una "questione di vita o di morte": basta un periodo storto, una fatica che non riesci a nascondere, una preoccupazione che ti toglie il sonno e la fame.

E lì succede qualcosa di strano: i “sedicenti amici” diventano silenziosi. Spariscono.

Non perché non sappiano, ma perché non vogliono sapere.

La differenza è sottile, ma c'è eccome che c'è.

Perché il dolore altrui mette a disagio, perché richiede parole vere e tempo da dedicare all'altra persona, perché costringe a uscire dalla superficie, dalla confort zone.


E allora ti ritrovi a fare i conti con una verità che fa male: non è che non hai amici, è che forse hai dato il nome “amicizia” a qualcuno che erano solo di passaggio.

Persone che c’erano per compagnia quando tutto andava alla grande, ma non per sostegno.

Per riempire un pomeriggio, non per reggere un momento difficile.

E la delusione non nasce solo dall’assenza: nasce dal contrasto.

Dal fatto che prima sembrava “vicino”, e poi, quando serve davvero, ti accorgi che era solo una vicinanza puramente di facciata.


Ed è anche per questo motivo che io non sono più presente sui social (o anche solo su WhatsApp) dove tutto è "fumo, ma niente arrosto"!

Un amico vero non è quello che ti scrive quando gli viene in mente o quando non ha niente da fare e si ricorda che esisti anche perché, forse, sei l'unico che risponde sempre.

È quello che resta anche quando non sei brillante, quando non sei divertente, quando non hai niente da offrire.

È quello che non ti chiede di “stare su” a tutti i costi, ma ti fa spazio anche quando sei giù.

È quello che magari non risolve i tuoi problemi, ma non ti fa sentire solo mentre li attraversi.

A volte non servono grandi discorsi: basta una domanda fatta bene (“Come stai davvero?”) e, soprattutto, sapere sentire la risposta pure quando non è quella "comoda", una telefonata senza fretta, un “passo io” detto con naturalezza.


Stella
Stella
Io nella mia vita ho avuto tre amici veri che ci sono stati sempre per me: Stella, Jolly e Benji. I miei 3 cani sono i miei best friends forever.


E, forse, dovremmo imparare dagli animali: la loro presenza non è a intermittenza, non dipende dall’umore o dalla convenienza.


Benji
Benji

Loro, i nostri amici a 4 zampe, ci sono sempre. Punto.


Jolly
Jolly

Non ti chiedono di essere perfetto, non ti giudicano se sei fragile, non spariscono quando sei nel tuo momento peggiore.


Ti restano accanto, e a volte è proprio quella fedeltà silenziosa a ricordarti che l’amore (e l’amicizia) non sono parole, ma costanza.


Forse il punto è proprio questo: oggi abbiamo tanti contatti, ma poca presenza. Tante parole, ma poca sostanza.

E l’amicizia, quella vera, non è una frase gentile ogni tanto: è una scelta ripetuta e costante nel tempo.

È esserci anche quando non conviene, anche quando non è divertente, anche quando non c’è niente da guadagnare, ma anzi pure da perderci!


E allora mi chiedo: stiamo diventando tutti “conoscenti educati” che si scambiano un “buona domenica” e poi spariscono quando serve davvero?

Oppure gli amici veri esistono ancora, solo che sono più rari, più silenziosi, più difficili da trovare?


E tu come la vedi?

Ti è mai capitato di scoprire chi c’era davvero solo nel momento del bisogno?

E, soprattutto: che cosa significa per te essere un amico, oggi?


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