Amicizia oggi: amici veri o solo messaggi della “buona domenica”?
- Monica Palazzi

- 8 mag
- Tempo di lettura: 4 min
C’è una parola che usiamo con facilità, quasi fosse scontata: amicizia.
La diciamo al plurale, la scriviamo nei social, la mettiamo sotto le foto su WhatsApp.
Eppure, più passa il tempo, più mi chiedo se oggi esistano ancora gli amici veri o se, alla fine, siamo circondati esclusivamente da conoscenti.
Persone con cui ci si incrocia, si ride, si scambiano due frasi… ma che restano sempre un passo indietro a noi quando la vita smette di essere leggera.
Perché è facile esserci quando va tutto bene.
È facile quando sei brillante, quando hai energia, quando hai qualcosa di bello da raccontare, quando sei sulla cresta dell'onda.
È facile quando la relazione non chiede troppo: un caffè ogni tanto, una chiacchiera veloce, un commento sotto una foto.
È facile anche mandare un messaggio, di quelli che non chiedono niente e non rischiano niente: “Buona domenica”...
Già un po' più difficile mandare: "Buon compleanno" perchè bisogna ricordarsi quando è....
Due parole e via, come una spunta sulla lista delle buone maniere.
Ma l’amicizia è davvero questo?
Un saluto di rito, un gesto veloce, un “ci sono” che in realtà non costa nulla?
A volte mi sembra che ci stiamo abituando a rapporti comodi.
Relazioni che funzionano finché non chiedono tempo, ascolto, presenza.
Fino a quando non c’è da sporcarsi le mani con la vita dell’altro.
E non lo dico con rancore, ma come dato di fatto.
Forse è anche la stanchezza, la corsa continua, i pensieri che ci riempiono la testa.
Però il risultato è lo stesso: ci si sente “in contatto” con tanti, ma davvero vicini a pochi.
Poi arriva il momento in cui hai un problema.
Non per forza una "questione di vita o di morte": basta un periodo storto, una fatica che non riesci a nascondere, una preoccupazione che ti toglie il sonno e la fame.
E lì succede qualcosa di strano: i “sedicenti amici” diventano silenziosi. Spariscono.
Non perché non sappiano, ma perché non vogliono sapere.
La differenza è sottile, ma c'è eccome che c'è.
Perché il dolore altrui mette a disagio, perché richiede parole vere e tempo da dedicare all'altra persona, perché costringe a uscire dalla superficie, dalla confort zone.
E allora ti ritrovi a fare i conti con una verità che fa male: non è che non hai amici, è che forse hai dato il nome “amicizia” a qualcuno che erano solo di passaggio.
Persone che c’erano per compagnia quando tutto andava alla grande, ma non per sostegno.
Per riempire un pomeriggio, non per reggere un momento difficile.
E la delusione non nasce solo dall’assenza: nasce dal contrasto.
Dal fatto che prima sembrava “vicino”, e poi, quando serve davvero, ti accorgi che era solo una vicinanza puramente di facciata.
Ed è anche per questo motivo che io non sono più presente sui social (o anche solo su WhatsApp) dove tutto è "fumo, ma niente arrosto"!
Un amico vero non è quello che ti scrive quando gli viene in mente o quando non ha niente da fare e si ricorda che esisti anche perché, forse, sei l'unico che risponde sempre.
È quello che resta anche quando non sei brillante, quando non sei divertente, quando non hai niente da offrire.
È quello che non ti chiede di “stare su” a tutti i costi, ma ti fa spazio anche quando sei giù.
È quello che magari non risolve i tuoi problemi, ma non ti fa sentire solo mentre li attraversi.
A volte non servono grandi discorsi: basta una domanda fatta bene (“Come stai davvero?”) e, soprattutto, sapere sentire la risposta pure quando non è quella "comoda", una telefonata senza fretta, un “passo io” detto con naturalezza.

Io nella mia vita ho avuto tre amici veri che ci sono stati sempre per me: Stella, Jolly e Benji. I miei 3 cani sono i miei best friends forever.
E, forse, dovremmo imparare dagli animali: la loro presenza non è a intermittenza, non dipende dall’umore o dalla convenienza.

Loro, i nostri amici a 4 zampe, ci sono sempre. Punto.

Non ti chiedono di essere perfetto, non ti giudicano se sei fragile, non spariscono quando sei nel tuo momento peggiore.
Ti restano accanto, e a volte è proprio quella fedeltà silenziosa a ricordarti che l’amore (e l’amicizia) non sono parole, ma costanza.
Forse il punto è proprio questo: oggi abbiamo tanti contatti, ma poca presenza. Tante parole, ma poca sostanza.
E l’amicizia, quella vera, non è una frase gentile ogni tanto: è una scelta ripetuta e costante nel tempo.
È esserci anche quando non conviene, anche quando non è divertente, anche quando non c’è niente da guadagnare, ma anzi pure da perderci!
E allora mi chiedo: stiamo diventando tutti “conoscenti educati” che si scambiano un “buona domenica” e poi spariscono quando serve davvero?
Oppure gli amici veri esistono ancora, solo che sono più rari, più silenziosi, più difficili da trovare?
E tu come la vedi?
Ti è mai capitato di scoprire chi c’era davvero solo nel momento del bisogno?
E, soprattutto: che cosa significa per te essere un amico, oggi?
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