Natale e Santo Stefano a Prato
Aggiornamento: 22 ago
Natale e Santo Stefano a Prato: tradizioni, Sacra Cintola e festa patronale
A Prato, il periodo di Natale e Santo Stefano è particolarmente sentito perché il 26 dicembre coincide con la festa patronale della città. In questa occasione si svolge anche l’ostensione del Sacro Cingolo, celebrata dal vescovo dal pulpito esterno del Duomo, opera di Donatello e Michelozzo.
Il Sasso di Santo Stefano e la Sacra Cintola di Prato
Il 26 dicembre, oltre alla festa del patrono, si ricorda anche l’esposizione del cosiddetto “sasso” di Santo Stefano. Secondo la tradizione, si tratterebbe di uno dei sassi utilizzati per la lapidazione del santo, portato in processione dalla Cappella del Sacro Cingolo fino all’altare maggiore.
Al centro della devozione religiosa pratese c’è però soprattutto la Sacra Cintola di Prato, una delle reliquie più importanti della città. Già nel Medioevo veniva mostrata a papi e principi come simbolo dell’unione tra cielo e terra, cioè tra umano e divino. Oggi rappresenta sia un emblema religioso sia un simbolo civile di Prato.
La tradizione della Sacra Cintola
Secondo la tradizione, la Sacra Cintola appartenne a Maria, madre di Gesù. Si tratta di una cintura di stoffa lunga 87 centimetri, realizzata in lana finissima di capra o pelo di cammello con fili d’oro.
La reliquia è custodita nell’omonima cappella della Cattedrale di Prato e viene mostrata ai fedeli cinque volte l’anno: a Natale, Pasqua, il Primo Maggio, il 15 agosto e durante la festa degli Omaggi, che si celebra l’8 settembre.
La leggenda narra che, quando Maria fu assunta in cielo, lasciò il cingolo a San Tommaso come prova della sua Assunzione. Secondo la tradizione, nel 1141 la reliquia arrivò a Prato grazie a un crociato, che la ricevette da una donna palestinese e la donò poi al clero.
Come si celebra Santo Stefano patrono di Prato
La città di Prato dedicò a Santo Stefano la sua prima chiesa già nel IX secolo: la Pieve di Santo Stefano, sul cui sito sorgerà poi il Duomo. Un tempo la devozione era così forte che si organizzavano anche un palio dei cavalli e, in alcune occasioni, veniva concessa un’amnistia ai carcerati.
Oggi la festa patronale prevede un solenne pontificale, una processione con le reliquie e il tradizionale “Musicone”, con canti e balli dedicati al patrono.
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