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Il porto antico di Brindisi

22 dic 2023
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 21 ago

L’antico porto di Brindisi si trova alla fine della Via Appia ed è una straordinaria opera di ingegneria degli antichi Romani.


Il porto di Brindisi ebbe per secoli un ruolo di grande prestigio: fu un punto fondamentale per le rotte di navigazione verso la Grecia e l’Oriente, ma anche per gli spostamenti militari e commerciali verso l’Illiria e l’Epiro.


Non solo: l’antico porto di Brindisi fu anche uno scalo importante per le rotte che collegavano Alessandria ad Aquileia e per quelle che univano Pozzuoli e i porti tirrenici con l’Oriente.


  1. Cosa vuol dire il nome Brindisi?

Brindisi deriva dal messapico Brendon o Brendion, espressione che significa “testa di cervo”. Il nome richiama la forma del porto, che ricordava le corna di un cervo.


  1. Come si compone il porto di Brindisi?

Il porto di Brindisi è in parte un approdo naturale e si sviluppa in un’insenatura composta da porto esterno, porto medio e porto interno.


  1. L’importanza del porto di Brindisi

Per i Romani fu subito chiara l’importanza strategica del porto di Brindisi grazie alla sua posizione. La città fu occupata e trasformata in colonia latina nel 244 a.C.


Durante la campagna illirica del 229 a.C. e poi con le guerre macedoniche e orientali, Brindisi assunse un ruolo chiave sia dal punto di vista tattico sia militare.


Il porto ebbe grande importanza anche per lo stazionamento delle milizie, grazie ai suoi magazzini, moli, banchine e ormeggi.


Brindisi e il suo porto acquisirono ancora più prestigio dopo la costruzione della Via Appia e della Via Traiana, quando l’area diventò centrale anche dal punto di vista commerciale.


A Brindisi era inoltre presente un importante cantiere navale, dove venivano costruite triremi e grandi navi da carico.


Il porto di Brindisi ieri e oggi

Nel corso dei secoli la linea di costa è cambiata, ma si suppone che in passato esistesse anche una zona destinata alla manutenzione delle imbarcazioni.


Secondo le fonti, nel I secolo d.C. il magistrato Gaius Valerius Niger promosse un progetto di restauro o una nuova costruzione.


In seguito venne avviato un ampio programma di monumentalizzazione per offrire un forte impatto visivo a chi arrivava a Brindisi via mare.


Questo fu possibile grazie alle celebri “due colonne”, poste in asse con l’imboccatura del porto per sottolineare il legame della città con il mare.


Oggi ne resta solo una, perché l’altra crollò nel 1528 e i blocchi di marmo furono donati ai leccesi per sostenere la statua di Sant’Oronzo, come ringraziamento per la scampata pestilenza.


La colonna superstite ha una storia lunga e complessa e rappresenta ancora oggi un simbolo importantissimo per la città di Brindisi. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu smontata e messa al riparo dai bombardamenti, per poi essere rimontata nel 1948.


Il capitello originale della colonna è conservato nel Palazzo Granafei-Nervegna.


Per maggiori informazioni sul porto clicca qui: https://www.visitbrindisi.it/

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