Sedentarietà in Italia: dati, rischi e quanto movimento fare
Aggiornamento: 1 set
La sedentarietà in Italia è un tema importante per la salute e il benessere. Trascorrere molte ore seduti, muoversi poco e svolgere raramente attività fisica può diventare un’abitudine quotidiana, soprattutto con l’avanzare dell’età. Conoscere il fenomeno aiuta a capire perché sia utile introdurre più movimento nella propria giornata.
Sedentarietà in Italia: alcuni dati
Secondo i dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, una parte della popolazione italiana è sedentaria oppure svolge attività fisica in modo insufficiente. Le percentuali possono variare in base all’anno di rilevazione, alla fascia d’età e ai criteri utilizzati per definire la sedentarietà.
Il fenomeno tende a essere più frequente tra le persone con oltre 50 anni, le donne, chi vive in condizioni socioeconomiche più fragili e i residenti nel Mezzogiorno. In alcune aree, come la Campania, la sedentarietà coinvolge una parte particolarmente ampia della popolazione.
Questi dati non servono a etichettare le persone, ma a mostrare quanto possano incidere le condizioni di vita, il lavoro, l’accesso agli spazi verdi, i trasporti e le opportunità disponibili per praticare attività fisica.
Che cosa significa essere sedentari?
Essere sedentari non significa soltanto non praticare sport. Si può infatti trascorrere molto tempo seduti davanti al computer, alla televisione o durante gli spostamenti, anche se occasionalmente si svolge una passeggiata o un allenamento.
Per questo è utile distinguere tra attività sportiva e movimento quotidiano. Fare le scale, camminare per brevi tragitti, occuparsi dei lavori domestici o alzarsi regolarmente durante il lavoro sono piccoli gesti che aiutano a interrompere i periodi prolungati di inattività.
Quali sono i possibili rischi?
Una vita molto sedentaria può essere associata a un maggiore rischio di sovrappeso, diabete di tipo 2, problemi cardiovascolari e perdita di forza muscolare. Può inoltre influire sull’umore, sulla qualità del sonno e sul benessere generale.
Il rischio non dipende da una singola giornata trascorsa seduti, ma dall’insieme delle abitudini mantenute nel tempo. Anche chi pratica sport può trarre beneficio dal ridurre le ore consecutive di inattività.
Quanto movimento fare?
Le linee guida internazionali raccomandano, in generale, agli adulti almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica di intensità moderata oppure almeno 75 minuti di attività intensa. È possibile distribuire il movimento durante la settimana, scegliendo attività compatibili con la propria età, il proprio livello di allenamento e le proprie condizioni di salute.
Non è necessario iniziare con obiettivi difficili. Una camminata a passo sostenuto, andare in bicicletta, nuotare, ballare o svolgere esercizi di mobilità possono essere modi semplici per cominciare. Chi è fermo da molto tempo dovrebbe aumentare gradualmente l’intensità.
Come muoversi di più durante la giornata
Per ridurre la sedentarietà si possono introdurre alcune abitudini concrete:
alzarsi e fare qualche passo a intervalli regolari;
camminare durante una telefonata, quando possibile;
scegliere le scale per brevi tragitti;
scendere una fermata prima dai mezzi pubblici;
fare una passeggiata dopo i pasti;
alternare momenti seduti e in piedi durante il lavoro;
dedicare qualche minuto a semplici esercizi di mobilità.
La costanza è più importante della ricerca della perfezione. Anche piccoli cambiamenti, ripetuti nel tempo, possono rendere la giornata meno sedentaria.
Attività fisica e condizioni personali
Prima di iniziare un programma intenso è opportuno valutare il proprio stato di salute e, se necessario, chiedere consiglio al medico. In presenza di patologie, dolori, difficoltà motorie o dopo un lungo periodo di inattività, è importante scegliere esercizi adatti e procedere con prudenza.
In conclusione
La sedentarietà in Italia resta un tema da osservare nel tempo, perché i dati possono cambiare e le abitudini della popolazione si evolvono. Ridurre le ore trascorse seduti non significa necessariamente dedicarsi a uno sport impegnativo: spesso è possibile iniziare da semplici occasioni di movimento quotidiano.
Per approfondire dati, definizioni e raccomandazioni, leggi l’approfondimento sulla sedentarietà in Italia e i dati dell’Istituto Superiore di Sanità.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Dati e raccomandazioni possono essere aggiornati: consulta sempre le fonti istituzionali più recenti.




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