Mi ha bloccato! Come reagire?
- Monica Palazzi

- 15 mag
- Tempo di lettura: 4 min
Bloccare qualcuno è una cosa strana. Dura un secondo, ma lascia addosso domande per giorni.
Perché non è come “non rispondere”.
Non è nemmeno come “ci sentiamo meno”.
Il blocco è un gesto netto: ti tolgo l’accesso alla mia vita in maniera definitiva.
Fine, stop delle comunicazioni senza possibilità di replica altrimenti passi dalla parte del torto.
E tu così resti lì, fuori, a chiederti dove hai sbagliato, cosa non hai capito, cosa ti è sfuggito.
Mi ha bloccato! Come reagire?
Scrivo queste righe perché credo che sia successo a tutti, prima o poi, di essere bloccati.
Sai com'è: hai qualcuno con cui ti senti regolarmente con cui sei in amicizia (o per lo meno è quello che sembra a te).....
Poi c'è un piccolo fraintendimento o una discussione.
Si tratta di una di quelle situazioni che, parlandone, si possono sistemare.
O, se proprio non si voleva sistemare, si poteva almeno fare una cosa semplice e civile: restare in contatto da conoscenti.
Di quelli che si scambiano gli auguri alle ricorrenze, un “come va” ogni tanto, quel minimo che non pesa a nessuno.
Invece no: blocco.
E la cosa che fa più male non è nemmeno la discussione.
È l’idea che una persona che ti ha frequentato e con cui "sei stato vicino " per tanto tempo abbia scelto la via più drastica e più dura, come se tu fossi diventato/a improvvisamente “da cancellare”.
Un fastidio che basta un niente per toglierselo dai piedi senza tanti pensieri!
Che cosa ti lascia dentro un blocco?
Un blocco lascia una sensazione ben precisa: interruzione. Come se qualcuno avesse spento la luce mentre stavi ancora camminando.
E ti vengono pensieri a raffica:
“Possibile che non valessi nemmeno una frase?”
“Davvero non c’era un modo più adulto?”
“Se mi blocca così, allora cosa era quel rapporto?”
“E se domani mi sblocca, io che faccio?”
Perché il blocco non chiude solo una chat: spesso chiude anche la tua possibilità di capire, di chiarire, di confrontarsi da persone mature.
Ma, forse, chi agisce in questo modo non lo è e allora ecco che si agisce in questo modo.
Però una cosa va detta (anche se non è comoda)
Il blocco, a volte, è un confine legittimo.
Se c’è mancanza di rispetto, insistenza, aggressività, manipolazione…
Il bloccare può essere la giusta protezione.
Ma quando arriva dopo un rapporto lungo, e dopo un banale scambio di vedute che si poteva gestire, allora il blocco assomiglia più a una fuga che a un confine.
I confini da seguire (per non farti male due volte)
Se ti hanno bloccato, questi sono confini semplici ma importanti:
Non rincorrere da altri profili o numeri. Lo so che viene voglia. Ma ti mette nella posizione di chi elemosina attenzione. E non lo devi fare per il rispetto che devi a te stesso/a.
Non trasformare il blocco in una gara a chi soffre di più. Non devi “dimostrare” niente. Devi proteggerti.
Una sola domanda (se un giorno sblocca).Una frase chiara, senza accuse: “Ti va di parlarne con calma o preferisci chiuderla qui?” Se non risponde o riblocca, quella è già una risposta.
Niente rapporti a intermittenza se ti fanno stare male. Se una persona sblocca solo quando le fa comodo, tu hai il diritto di non rientrare in quel giro.
Tieni il punto sul minimo che per te è indispensabile: rispetto e chiarezza.
Non pretendi perfezione, pretendi educazione.
Io credo che il coraggio non sia litigare: il coraggio è parlare quando sarebbe più facile sparire.
E mi viene in mente una frase che dice tutto: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.”
Concludo con alcune considerazioni "ad alta voce".
Come andare avanti senza stare troppo male?
La soluzione "magica" che ti faccia stare bene io non la possiedo, ma posso solo darti qualche input per affrontare meno peggio il blocco!
Non scrivergli/le per cercare di convincerlo/la a tornare, né per riaprire un confronto.
Se ti ha bloccato, vuol dire che non lo vuole.
Certo la voglia, il bisogno di capire cosa sia successo è forte anche perchè sarebbe bastato una frase.
Anche scomoda. Anche fredda.
Sarebbe bastato sapere che per lui/lei era finita, o che aveva bisogno di distanza, o che non voleva più sentirti.
E, invece, no!
Niente di tutto questo, ma solo il blocco, che lascia domande senza risposte e sono queste a fare molto più male. Un dolore lancinante.
Passerà, tutto passa prima o poi, ma non immediatamente.
Ci vuole tempo, perché quando ti bloccano non perdi solo una persona: perdi anche un’abitudine, un’idea, una possibilità, ma un qualcuno che credevi fosse un/a amico/a.
E allora se qualcuno ti chiude la porta senza nemmeno provare a parlare, resta dispiaciuto/a, ma non restare disponibile.
Perchè i rapporti devono essere imperfetti, magari complicati, ma umani. Non a colpi di blocco.
Quando ti bloccano: non è solo un tasto, è una scelta unilaterale che fa male!
Alla fine, il blocco parla più di chi lo fa che di chi lo subisce.
Tu puoi restare con le domande, sì, ma non devi restare fermo/a lì dentro.
Prenditi il tempo che ti serve, circondati di cose e persone che ti fanno bene, e ricordati questo: chi ti cancella senza una parola non merita di avere ancora accesso a te.
Se un giorno tornerà, scegli tu se aprire: ma fallo solo davanti a rispetto, chiarezza e maturità.
Aspetto di leggerti nei commenti: ti è mai successo?
Oppure se l'hai fatto come mai sei arrivato a questa scelta?
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