Anna e il suo viaggio verso la libertà
- Monica Palazzi

- 7 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min
Anna e il suo viaggio verso la libertà - Racconto nuovo e Inedito di Monica Palazzi -
Buona lettura 😊 😉
Anna è una ragazza di quattordici anni che abita in un piccolo paese insieme alla sua famiglia che si compone del papà Paolo e di un fratello, Michele di quattro anni più grande di lei.
La mamma, Roberta, era morta già da qualche anno di parto e in quell’occasione era morta, alla nascita, anche la sua sorellina.
Inizialmente, dopo la tragedia, la vita di Anna non era stata troppo male anche se, ovviamente, ogni cosa era cambiata così, all’improvvisa, da un giorno all’altro però loro tre si davano forza e coraggio per andare avanti a vicenda.
Si erano, ad esempio, suddivisi gli incarichi e le varie commissioni famigliari in modo tale da gestire al meglio la casa e le varie incombenze.
I momenti brutti non erano mancati anzi riuscirono a fare fronte a tutti tranne a due.
Il primo fu quando si dovette smantellare la cameretta e i giocattoli che erano stati presi per la sorellina nata morta…
Il secondo momento peggiore fu il primo Natale senza mamma Roberta … che tristezza fare l’albero, il Presepe e preparare il pranzo di Natale senza la mamma….
Dopo questi due avvenimenti Paolo iniziò a cambiare pian piano, ma in maniera inesorabile seguito a ruota da Michele.
Il papà e il fratello iniziarono a venire meno ai loro compiti per poi comandare a bacchetta Anna che doveva, quindi, svolgere pure le loro mansioni.
In seguito, poi, i due Iniziarono pure a bere ….
Un bicchierino di birra fuori dai pasti così tanto per fare e si passa, quindi, anche a qualche superalcolico di troppo dopo mangiato….
E quando Anna faceva presente loro le loro mancanze allora volavano pure degli sberloni.
Tuttavia la ragazza, almeno inizialmente, cercava di giustificare il loro comportamento.
Che si diceva?
“Il papà è rimasto vedovo con due ragazzi, più o meno, adolescenti e una casa da gestire senza contare il lutto per la morte sia della moglie sia di una figlia e qualche “cedimento” ci sta … è normale. Mentre Michele imita il papà, ma non lo fa per cattiveria…”
Anna ripensava anche alla sorellina nata morta. Quella piccolina non era stata prevista.
Era arrivata all’improvviso quando non ci si aspettavano più l’arrivo di un’altra figlia.
E dopo un iniziale sbigottimento ne erano stati tutti felici, ma il finale era stato tragico.
Anzi il più tragico che si potesse immaginare.
Ma queste disgrazie e preoccupazioni potevano davvero giustificare il comportamento di Paolo e Michele?
No, di certo e con il passare del tempo Anna se ne stava rendendo pienamente conto.
Ma nonostante ciò ogni qual volta prendeva una sberla si copriva il livido o con del fondotinta oppure dicendo a chi le domandava conto di quei lividi che era caduta per terra o che aveva sbattuto in qualche anta aperta.
Una sua professoressa le aveva detto: “Anna, ma come sei sbadata oppure hai problemi di vista?”
Pure la donna, ovviamente, sapeva come stavano le cose tuttavia si guardava bene dall’affrontare la realtà in quanto Paolo era un “pezzo grosso locale” e chi voleva mettersi contro di lui? Nessuno!
Tra un occhio nero e qualche costola incrinata passarono così gli anni….
E, finalmente, Anna aveva, quasi, raggiunto la maggiore età.
Ma questo, almeno nell’immediato, per lei voleva dire poco o niente di diverso da prima!
Perché? Semplice, non aveva una scusante plausibile per potersene andare via da casa!
Però c’era un però e, forse, anche un lieto fine…
Se avesse approfittato di un momento di lucidità del papà e gli avesse parlato della sua idea?
Ossia la voglia di andare a fare l’università lontano da casa?
Una volta via e lontana dal suo aguzzino sarebbe stata libera!
Sì, sarebbe stata la cosa migliore da farsi e l’avrebbe fatto!
Tanto più che, ormai, l’unico “scoglio” da affrontare era Paolo.
Michele se ne era andato l’anno prima quando aveva sposato Emilia la sua fidanzata storica perché era incinta.
Michele l’amava sinceramente o, per lo meno, era quello che Anna credeva e, difatti, sembrava che il giovane fosse cambiato dopo la nascita della piccola Roberta così chiamata in ricordo e in onore della mamma….
E mentre stava facendo questi pensieri intravide da lontano proprio la cognata con la figlia.
Anna ebbe come la sensazione che la ragazza vedendola avesse cambiato strada! Possibile?
Ma no, probabilmente, non l’aveva vista… Perché mai la donna avrebbe dovuto fingere di non averla vista?
Per togliersi il dubbio provo a chiamarla al cellulare e chiese ad Emilia dove si trovasse! Era la “prova del nove”.
Se Emilia le avesse detto di trovarsi nel vicoletto nei pressi della piazzetta, allora, non l’aveva proprio vista diversamente stava mentendo e in quel caso avrebbe dovuto capirne il motivo!
Il telefono squillò svariate volte prima che la cognata dicesse: “Pronto” e quando lo fece le disse di essere a casa con la figlia.
Mentiva, certo, ma come mai? Le due donne non avevano litigato né tanto meno avevano avuto battibecchi o discussioni perciò la causa non era, sicuramente, lei!
E se la causa fosse ancora una volta Michele? Forse non era cambiato? Poteva essere solo una sceneggiata ben architettata e, magari, non aveva perso l’abitudine di picchiare e aveva iniziato a farlo anche con la giovane moglie, ma aveva solo imparato a fingere meglio!
Anna, come niente fosse, le disse: “Emilia che ne pensi di trovarci per un aperitivo? Così facciamo due parole e vedo anche la mia nipotina che è tantissimo che non la vedo…”
Dall’altra parte della cornetta un silenzio più lungo del dovuto e poi finalmente la cognata rispose. “Anna grazie per l’invito, sei sempre gentilissima con me, sei proprio come quella sorella che non ho mai avuto però non riesco perché Roby ha qualche linea di febbre e il pediatra ha detto che è meglio non farla uscire…”
Anna che non è di certo il tipo che si fa abbattere per un no, non si arrende così al primo colpo e fa la sua controproposta.
“Che ne dici se passo io allora da voi?”
Ancora un lungo silenzio e ancora una scusa. Sicuramente lo ora, non poteva essere diversamente e Anna ne era certa…
“Anna …. È che ho la casa tutta per aria in quanto sto facendo le pulizie … facciamo per un’altra volta…”
A questo punto Anna aveva finito tutte quante le proposte da poter sottoporre ad Emilia nell’immediato e allora si arrese, almeno momentaneamente.
Quello che era certo, una certezza amara, che anche Emilia stava vivendo la sua stessa vita triste tuttavia non poteva permettersi che anche la piccola Roberta passasse la sua infanzia e la sua adolescenza nella stessa identica condizione della sua…
Cosa fare?
Andarsene lontana da quell’inferno e portare con sé Emilia e Roberta!
Ne avrebbe parlato con il papà per avere il suo permesso ufficiale … era fondamentale il suo “ok” almeno inizialmente serviva per potersene andare in tranquillità senza attirare troppo l’attenzione.
Subito dopo aver conseguito il diploma avrebbe fatto il grande passo.
Paolo inizialmente fu contrario all’idea però, anche, grazie all’interessamento dei docenti della figlia accetto di buon grado.
In realtà fu costretto ad acconsentire in quanto un ostinato rifiuto avrebbe attirato sicuramente l’attenzione dei professori della figlia e questo non doveva succedere altrimenti si sarebbero svelati “gli altarini”.
Il secondo passo di Anna sarebbe stato quello di convincere Emilia a partire con lei portandosi, ovviamente, anche Roberta
Sapeva che non sarebbe stato una cosa facile.
Le vittime, lei lo era, tendono a negare l’evidenza e a trovare una scusante ai loro aggressori.
Doveva agire pian piano e senza forzare la mano tanto, dolente o nolente, aveva ancora qualche mese prima della maturità perciò avrebbe avuto tutto il tempo, per lo meno così si augurava, per convincerla.
E, difatti, la realtà fu proprio così.
Dovette agire pian piano e con tanta pazienza senza forzare la mano con la cognata.
Alla fine, quando ormai quasi quasi Anna non ci sperava più, Emilia “vuotò il sacco” e raccontò la sua triste vicenda e questo sarebbe stato, con buone probabilità, il preludio ad accettare la sua proposta.
Emilia ammise che dopo un momento iniziale in cui sembrava che tutto andasse a gonfie e vele Michele si era rivelato per quello che era. Un uomo manesco e violento.
Bastava una mezza cosa andata male sul lavoro, la bambina che faceva qualche capriccio in più o qualsiasi altra cosa banale che volavano sberle anche perché l’uomo non aveva smesso con il suo vizio del bere…
“Ma come fare a ribellarsi? “– disse la donna – “Lo sai che sono orfana e che sono stata sballottolata da una casa famiglia all’altra senza avere un papà e una mamma seppur adottivi…. Ma, forse, adesso grazie sia a te sia alla mia piccolina ho trovato il coraggio per cambiare il corso della mia vita… Ok, andiamo via assieme”.
Detto, fatto. Subito dopo che Anna ebbe conseguito il diploma ci fu la fuga verso la libertà per tutte e tre!
Presero giusto lo stretto necessario in quanto dovevano utilizzare i mezzi pubblici, nessuna delle due aveva un’auto propria, e come destinazione avevano una casa famiglia dall’altra parte dello Stivale che aiutava, per l’appunto, le donne in difficoltà come loro.
La loro fuga riuscì in pieno!
E per essere sicura di non essere denunciata, ma soprattutto per evitare che la figlia, Roberta, potesse tornare nelle mani del marito fece anche tanto di denuncia.
Certo ricominciare tutto da capo non era facile però erano giovani e con tanta voglia di fare e così fu.
La loro nuova vita era bella e ricca di gioie, ma soprattutto libera dalle angherie di un papà e di un marito cattivo e violento…
Potrebbe interessarti anche Fabio e il suo amore quasi impossibile



Commenti