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Fiorella e il magico Blu

Fiorella e il magico Blu - Racconto nuovo e Inedito di Monica Palazzi -


Buona lettura


Fiorella è una bambina di cinque anni che abita con la mamma Mara, il papà Livio e il fratello Antonio di nove anni.

Apparentemente alla bambina non manca nulla: una camera piena di giocattoli, tanti amici e cuginetti oltre al fratello con cui giocare, le lezioni di danza o di nuoto e in generale, comunque, le basta aprire bocca per avere tutto quello che desidera.

Ma non un cane, quello proprio no! Un cane l’aveva chiesto tantissime volte a mamma e papà però la risposta dei genitori era sempre e comunque: “un cane è davvero troppo impegnativo e quello non è proprio possibile prenderlo, chi lo seguirebbe? Tu sei ancora troppo piccola, tuo fratello non ha mai espresso il desiderio di averne uno e noi lavoriamo tutto quanto il santo giorno.”

Una bambina con mamma, fratellino e cane al seguito
Una bambina con mamma, fratellino e cane al seguito

A Fiorella piangeva il cuore a vedere gli altri bambini al parco o a passeggio in giro per le vie della città con un bel cagnolino al seguito!

Loro sì e lei no, perché? E’ una vera e propria ingiustizia!

Meno male che c’erano i nonni che vivevano in campagna. Fiorella era davvero la bambina più felice del mondo quando andava a trovarli.

Nella loro fattoria erano pieni di animali: oche, galline con i pulcini, mucche con i vitelli, pecore, cani e gatti…che cosa avrebbe dato per poter stare lì con loro sempre e, invece, il momento di tornare a casa arrivava sempre inesorabile.

Per sopperire alla mancanza di un animale da compagnia Mara e Livio le acquistavano tantissimi peluche a forma di cane e alcuni anche muniti di batteria cosicché abbaiavano e si muovevano come, quasi, uno vero tuttavia era quel quasi che faceva, ovviamente, la differenza e che differenza!

Un peluche per quanto simile a un animale non era un animale “in carne e ossa” e Fiorella ci guardava e ci giocava un attimo con quei giochi per poi stancarsi subito e lasciarli lì un angolo a prendere la polvere.

E la cosa andò avanti in questo modo per qualche tempo fino a quando arrivò un “signor” peluche che sembrava un bel cane di razza volpino con il suo sguardo fiero e il manto di un bel colore marrone con delle macchie bianche con sul naso e sulle zampine dei pois neri.

Che bello se fosse stato un cane vero e, invece, non lo era! Per quanto simile restava solo un peluche…

Che grande tristezza per la nostra Fiorella, ma d’altronde che cosa avrebbe potuto farci? Niente!

E anche quel peluche subì la stessa sorte degli altri in quanto di lì a breve fu messo su di un ripiano assieme agli altri.

Ma, forse, questa volta la vicenda avrebbe preso una piega diversa dal solito e, magari, finalmente il sogno di Fiorella si sarebbe avverato.

Era quasi Natale e la bambina espresse il desiderio di avere un cagnolino.

Lo scrisse a chiare lettere nel messaggio indirizzato a Babbo Natale.

Aggiunse anche che se l’avesse esaudita sarebbe stata la bambina più brava al mondo, avrebbe fatto i suoi compiti senza fiatare, avrebbe ubbidito a mamma e papà, avrebbe pure mangiato sia le verdure sia il pesce che odiava tanto e si, insomma, avrebbe fatto tutto quello che doveva fare.

Altri regali non ne voleva, aveva già la cameretta piena di ogni ben di Dio e di altro non ne aveva proprio bisogno.

La sua letterina arrivò nelle mani di un bravo elfo, elfo Amil, che appena la lesse decise che avrebbe esaudito il desiderio della bambina costi quello che costi!

“Come si fa a restare insensibili a tale richiesta” – si disse fra sé e sé- “Un cane è il giusto compagno di gioco e di vita per un bambino”.

Amil andò, quindi, a perorare la sua causa al suo capo che altri non era che Babbo Natale.

Ma il Babbo disse: “Se i genitori della tua protetta non vogliono un animale per la casa noi, per quanto in buona fede, non possiamo farci nulla! No e poi no. Un cane è una cosa impegnativa in quanto essere vivente. Non è un giocatolo che al massimo viene lasciato in un angolo. Cerca di fare le cose fatte bene Amil.”

Amil ci restò male tuttavia sapeva che Babbo Natale aveva ragione.

Il mondo era già pieno di cani abbandonati e non era giusto che anche “il suo” corresse il rischio di fare quella fine.

Mara e Livio erano brave persone e non avrebbero abbandonato quel cane, ma comunque non sarebbe stato bello per nessuno se il cagnolino fosse rimasto con la sua nuova famiglia per un breve periodo per poi essere portato al canile.

Sarebbe stato un trauma sia per l’animale sia per Fiorella!

E allora che fare?

Avrebbe potuto trasformare quell’ultimo peluche che Fiorella aveva ricevuto in regalo, quello che sembrava proprio a un cane, in carne e ossa, per l’appunto, per una settimana e così vedere come sarebbe stato accolto sia dalla bambina sia dalla sua famiglia e poi, se le cose fossero andate bene, allora si sarebbe potuto pensare a un vero cane altrimenti esperimento concluso in quanto “quello” sarebbe tornato un peluche!

Sottopose quest’idea a Babbo Natale che, più che alto per sfinimento, accetto di buon grado la sua proposta.

Il Babbo conosceva molto bene Amil e sapeva che avrebbe insistito fino a farlo cedere e allora tanto vale farlo subito…

Detto, fatto e la notte di Natale, la notte più magica che ci sia, avvenne l’incantesimo.

Quel peluche a forma di volpino divenne un vero cane.

Blu questo era il nome che Fiorella gli aveva dato, o per meglio dire questo sarebbe stato il nome che la bambina avrebbe dato al suo cane qualora ne avesse avuto uno, divenne reale.

Il cane saltò giù dal ripiano dove si trovava per correre ai piedi del letto di Fiorella dove si accucciò fino all’indomani mattina in attesa che la bambina si svegliasse.

Quando Fiorella aprì gli occhi non le sembrò vero trovare quel cagnolino ai suoi piedi….

Sembrava incredibile che, finalmente, il papà e la mamma le avessero fatto proprio “quel” regalo!

Ma Mara e Livio non ne sapevano niente, da dove era arrivato quel cane? Come aveva fatto ad entrare in casa? Che gran mistero!

Ma la porta e le finestre non erano state scassinate!

Non c’era altra soluzione che fosse stato proprio Babbo Natale a portarlo!

E chi aveva il cuore di portarlo via a Fiorella? In pochissimo tempo era già diventato l’ombra inseparabile della bambina!

Dove andava lei dietro c’era Blu e viceversa!

Fiorella giurò e spergiurò che se ne sarebbe occupata lei!

E, siccome, in fondo in fondo anche suo fratello Antonio non vedeva l’ora di avere un cane come tutti quanti i suoi compagni di classe disse che, in caso, avrebbe dato una mano pure lui.

E fu così che Mara e Livio, finalmente, cedettero e accettarono di buon grado di avere ufficialmente Blu come cane da compagnia!

Amil e Babbo Natale decisero così che avrebbero trasformato definitivamente quel peluche in un cane in carne e ossa!

E come si dice?

Ah sì … vissero tutti quanti felici e contenti per sempre!


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